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martedì 5 febbraio 2013

«Vedo con preoccupazione questo rialzo dello spread». Lo ha detto Mario Monti, partecipando ad una videochat sul sito de La Stampa


TORINO - «Vedo con preoccupazione questo rialzo dello spread». Lo ha detto Mario Monti, partecipando ad una videochat sul sito de La Stampa, «Spero - ha aggiunto il leader di Scelta Civica - che le convulsioni di promesse millenaristiche in campagna elettorale non rideterminano un colpo di coda della crisi».

venerdì 14 dicembre 2012

Crisi, Monti su Ue: “Possiamo guardare al 2013 con maggiore serenità”

”Possiamo guardare con maggiore serenità all’anno 2013“. E’ la riflessione del premier Mario Monti dopo il vertice Ue a Bruxelles. Per il Professore sono state giornate importanti; l’invito al summit del Ppe, l’appoggio di tutti i leader europei e soprattutto l’invito a scendere in campo candidandosi a partire dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. ”Nessuno si illude che la crisi sia andata via per sempre. E’ saggio incorporare nelle menti di ciascuno che ci vuole altro per considerare scomparsa da questa fase storica ogni minaccia di crisi” prosegue pur dicendosi “ottimista” sulle prospettive dell’Ue.
”L’unione europea ha ottenuto risultati che non erano affatto scontati e per qualcuno erano poco realistici, tra questi l’accordo sulla Grecia” sottolinea Monti in conferenza stampa spiegando che si è chiusa una “settimana importante”. Il nuovo sistema di vigilanza bancaria approvato al Vertice Ue ”è uno strumento fondamentale per la crescita”. Crescita in cui il Professore crede: “Ora arriverà il tempo dei ‘contratti per la competitività’ e la crescita sostenuti dai meccanismi di solidarietà che permetteranno di mitigare gli effetti delle riforme nel breve termine”. “Non siamo nel campo, molto arato, della disciplina di bilancio ma in quello dove corre il vento della Primavera del 2000 di Lisbona, che poi non si è potuta tradurre in riforme effettive per gli Stati membri”. Insomma, con il rigore ormai ‘metabolizzato’ dagli Stati, si può e si deve cominciare a guardare a crescita e sostegno a chi soffre più da vicino il rigore.
Da Bruxelles, intanto, arriva una dichiarazione che lascia pensare che il primo ministro italiano stia valutando una candidatura: ”Monti prenderà iniziative nei prossimi giorni” sul suo futuro politico dice il premier del Lussemburgo Jean-Claude Juncker secondo quanto riporta Bloomberg: “Spero che Monti abbia un futuro politico in Italia o in Europa”.
“Non mi sembra né possibile né opportuno per me entrare su questo tema che riguarda gli elettori italiani e l’offerta che ci sarà o non ci sarà di partiti o personalità in occasione elezioni” risponde Monti alla domanda sul suo futuro politico. Qualunque sia il mio futuro ”è difficile che eluda i temi europei” D’Alema? “Non toglietemi la suspence di leggere i giornali” continua indicando la mazzetta dei quotidiani e ribadendo che le valutazioni che attraverso la stampa italiana, e straniera, arrivano dai politici, non fanno parte delle questioni cui risponderà oggi. “I consigli, specie quando arrivano da persone autorevoli e che stimo molto, alle quali spesso ne ho chiesti, li prendo in considerazione. Oggi non entro nel tema” taglia corto il Professore.

Pressing dell'Europa su Mario Monti

BRUXELLES -Non è una novità che l'Europa veda di buon occhio la permanenza del Professore a palazzo Chigi e oggi più di un leader ha espresso l'auspicio che Monti possa continuare il suo lavoro anche dopo il voto di febbraio. Tra loro, lo stesso Barroso, Juncker, Hollande. 'Giallo' invece sull'endorsement della Merkel, notizia diffusasi nel pomeriggio e poi smentita da fonti tedesche. Il premier non si espone, non svela le sue intenzioni, ma non rinuncia a togliersi un sassolino dalle scarpe e, lasciando il vertice Ppe, riferisce ai giornalisti i contenuti del suo intervento: "Ho ricordato le condizioni in cui il governo italiano ha iniziato, quello che ha svolto" in questo ultimo anno, spiega ancora Monti, e "le condizioni che hanno determinato la mia decisione" di lasciare "dopo le dichiarazioni di Angelino Alfano alla Camera" dalle quali è venuta meno la "fiducia" verso il governo. Chi si espone, invece, è Berlusconi, che tiene a ribadire punto per punto quanto detto ieri alla presentazione del libro di Vespa. La premessa è ormai da tradizione: solo uniti i moderati possono battere la sinistra. Eventualità che, riferisce il Cavaliere, "preoccupa il Ppe". Dunque, "ho ricordato al Ppe di aver chiesto a Mario Monti di essere il riferimento per il Pdl nonostante questo crei qualche problema con la Lega". L'ex premier confida di sperare Monti accetti la mia proposta, anche se per ora non l'ha fatto. Capiamo le difficoltà di chi si è posto sopra le parti a diventare parte, non avremmo rincrescimenti se dovesse non accettare". Ma, appunto, ha ribadito, "con i moderati e la Lega si vince". Il Cavaliere, poi, rivendica di non essere stato affatto sfiduciato dal Ppe, bensì "coccolatissimo". E poi, aggiunge, "se solo al mio ritorno in scena si dice che faccio tremare l'Europa, beh, allora vuol dire che devo essere proprio forte...". Infine, un moto d'orgoglio: "Se mi ripresento i sondaggi dicono che posso recuperare i consensi del 2008". Ma lascia volutamente, anche oggi, aperte tutte le possibilità: "La mia candidatura? Aspetto di vedere cosa succede".