lunedì 28 gennaio 2013

Biografia di oggi: William McKinley

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William McKinley

Le riforme fiscali per la guida del paese

William McKinley
William McKinley nasce il 29 gennaio del 1843 a Niles nel nord est dell'Ohio. La sua famiglia di origini irlandesi è piuttosto numerosa, e lui è il settimo di ben nove figli. La sua carriera scolastica non procede in maniera regolare a causa dei suoi problemi di salute, e nel 1861 allo scoppio della guerra di secessione, si interrompe completamente perché William si arruola come volontario. Al termine del conflitto riceve una serie di onorificenze per il coraggio dimostrato in battaglia.

Alla fine della guerra pero' decide di riprendere gli studi e si laurea in giurisprudenza cominciando a esercitare l'avvocatura a Canton, nella contea di Stark. Grazie alla sua bravura viene scelto come pubblico ministero, carica che mantiene dal 1869 al 1871. Nello stesso periodo conosce ad un pic-nic Ida Saxton, la figlia di un facoltoso banchiere. I due diventeranno presto marito e moglie.

Prima di sposarlo, Ida svolge un'attività del tutto insolita per una donna all'epoca: lavora come cassiera in una banca di famiglia. Nonostante la forza di carattere, la morte delle due figlie, Ida (aprile-agosto 1873) e Katherine (1871-1875), e la morte della madre, ne precludono definitivamente la salute. Ida sviluppa l'epilessia e diventa totalmente dipendente dalle cure del marito.

William comincia negli stessi anni a interessarsi attivamente di politica schierandosi tra le file del partito repubblicano. Supporta infatti la corsa per la carica di governatore del suo vecchio comandante in guerra Rutherford Hayes. Quando quest'ultimo diventa presidente, William McKinley viene eletto alla camera dei rappresentanti. I suoi interessi riguardano soprattutto i temi economici. Diventa così uno dei principali fautori del protezionismo e delle misure che consistono nell'alzare i tassi doganali sulle importazioni per difendere la prosperità nazionale.

Nominato presidente della commissione sulle imposte dopo la rielezione del 1895, propone la McKinley Tariff che aumenta le tasse doganali a livelli mai raggiunti prima, diventando legge nel 1890.

Eletto governatore dell'Ohio, promuove una serie di importanti iniziative fiscali che contribuiscono alla notevole diminuzione del debito pubblico dello stato. Allo stesso tempo emana alcune leggi per diminuire le attività antisindacali degli imprenditori e crea l'arbitrato pubblico con il compito di gestire le controversie tra lavoratori e datori di lavoro. Le nuove leggi non riescono però a impedire lo sciopero dei minatori del carbone del 1894; uno sciopero così violento da costringerlo a richiedere l'intervento della Guardia Nazionale.

La situazione di questa classe di lavoratori è così difficile che nel 1895 decide di prestare loro aiuto. Dopo aver verificato il livello di indigenza degli scioperanti, dispone una raccolta fondi grazie alla quale riesce a soccorrere ben mille minatori.

Il successo politico ottenuto durante il mandato di governatore gli consente di correre per le elezioni presidenziali. La sua vittoria è nelle mani del consigliere Mark Hanna che gestisce una campagna da 3 milioni di dollari. A differenza del suo avversario democratico che macina chilometri per incontrare i suoi potenziali elettori, William McKinley rimane in Ohio a scrivere migliaia di lettere indirizzate al popolo repubblicano; lettere che si rivelano di grandissimo impatto.

Nel 1897 diviene il venticinquesimo tra i presidenti degli Stati Uniti d'America: si ritrova subito a dover affrontare la questione di Cuba, allora possedimento spagnolo. Gli interessi americani nell'isola e un'operazione militare del 1898 durante la quale muoiono 262 persone complicano la situazione. Hanna gli consiglia di non scendere in guerra, ma McKinley questa volta non lo ascolta.

Grazie all'abilità di uomini come il comandante Theodore Roosevelt il conflitto si rivela di breve durata. Il trattato di pace firmato a Parigi consegna nelle mani degli Stati Uniti anche Porto Rico, Guam e le Filippine.

Il successo della guerra gli fa ottenere facilmente la rielezione alle presidenziali del 1901: al suo fianco come vicepresidente ci sarà proprio Roosevelt. Durante entrambi i mandati continua a prendersi cura della moglie che lo segue devotamente in tutte le occasioni pubbliche. L'amore che lega i due è tale che quando durante un evento pubblico Ida è colta da uno spasmo derivante dalla sua malattia, William le copre delicatamente il volto per impedire ai presenti di vederne il viso deturpato del dolore.

Purtroppo il secondo mandato presidenziale si conclude tragicamente: il 6 settembre del 1901 viene colpito da due proiettili sparati da un anarchico di origine polacca, Leon Czolgosz, condannato poi alla sedia elettrica. William McKinley muore a Buffalo il 14 settembre 1901 a seguito delle ferite riportate. A succedergli come nuovo presidente degli Stati Uniti sarà Theodore Roosvelt.

ultimo aggiornamento: 02/04/2012


 

Oggi, martedì 29 gennaio 2013 • S. Costanzo, S. Sabrilla, S. Adelmo

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Newsletter/ Il Cav su Mussolini. Allarme Ue

Lunedì 28 gennaio 2013
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Il Cav su Mussolini. Allarme Ue/ "La battuta di Berlusconi, se è stata una battuta, è stata veramente molto, molto infelice". Così il premier Monti commenta le frasi del Cavaliere su fascismo e leggi razziali. Dichiarazioni che hanno sollevato un putiferio nel giorno della memoria delle vittime del nazismo. Dalla Ue si leva la voce della commissaria Cecilia Malmstrom che afferma: "Nelle politiche europee, nei parlamenti europei e persino in alcuni governi ci sono partiti e voci che nutrono questo tipo di odio. E' preoccupante”. Ma l’ex ministro Brunetta rilancia: “Berlusconi ha ragione”

La Clinton si scalda per il 2016/ "Sia il presidente che io ci preoccupiamo molto del futuro del nostro Paese e non credo che, né lui né io, possiamo fare previsioni su ciò che accadrà domani o l'anno prossimo". Con queste parole il segretario di Stato Usa uscente lascia aperto più che uno spiraglio su una sua candidatura per il dopo Obama. Il presidente Usa: "Hillary è stata uno dei uno dei migliori segretari di Stato"

Tanti soldi e poca trasparenza/ "A Wall Street peserebbe quanto Apple. Alla Borsa di Milano sei volte l'Eni. I loro fondi riuniti rappresentano la quinta economia mondiale. Hanno in mano un grande potere". Valentina Furlanetto, autrice del libro "L'industria della carità", svela le opacità sul mondo delle ong in un'intervista ad Affaritaliani.it: "Le associazioni sono ormai delle grosse multinazionali. Hanno ceduto alla logica del marketing. E in un Paese come il nostro, dove regna la corruzione, andare a rompergli le scatole sembra sbagliato. Invece bisogna chiedere trasparenza"

Alla scuola l'ex preside Cappelli/ Eccolo, il mister X, il misterioso nome che Pisapia incaricherà oggi del ruolo che fu della Guida, quello di assessore alla Scuola. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it in anteprima, si tratta di Francesco Cappelli, dirigente scolastico andato in pensione dopo vent’anni di presidenza nelle scuole del primo ciclo in provincia di Milano. Nello scorso dicembre a Cappelli era stato conferito anche l'Ambrogino d'Oro. La sua ultima scuola, quella del Parco Trotter, è sempre stata un modello

Primo calo di vendite di cellulari/ Per la prima volta nella storia, il 2012 ha visto calare (sia pure di poco) le vendite mondiali di telefoni cellulari: -0,2% rispetto al 2011. Ancora in crescita gli smartphone, ma anche in questo caso si è passati dal +70% del 2011 al +43% dello scorso anno. Samsung e Apple si spartiscono il mercato degli smartphone, lasciando alla concorrenza solo le briciole, mentre crollano Nokia, HTC e RIM. E nell'ultimo trimestre i colossi cinesi Huawei e ZTE entrano nella top 5 dei maggiori produttori mondiali

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domenica 27 gennaio 2013

Biografia di oggi: Mario Biondi

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Mario Biondi

Voce nera, cuore siciliano

Mario Biondi
Mario Ranno, in arte Mario Biondi, nasce a Catania, in Sicilia, il 28 gennaio del 1971. Cantante e compositore italiano, dal 2003 rappresenta una delle nuove sonorità nazionali legate al mondo del soul e del jazz, ammiccanti al pop d'autore, quello suonato con energia e accuratezza. Deve il suo nome d'arte a quello del padre, Stefano Ranno in arte Stefano Biondi, anch'egli cantante siciliano molto noto nell'isola soprattutto per la celebre "Tu malatia", scritta per la sua Catania e diventata vero e proprio inno della città sicula.

Il timbro di Biondi jr è stato spesso accostato a quello dei grandi della musica soul, come il celebre Barry White. Tra i suoi ispiratori ci sono senza dubbio anche Isaac Hayes, Al Jarreau e Lou Rawls.
Non può non essere suo padre, il responsabile della sua precoce passione per la musica. Già a dodici anni infatti, il piccolo Mario, allora non ancora Biondi, si fa conoscere come corista nelle chiese non solo di Catania, girando al seguito del padre e delle piccole orchestre come una delle voci più promettenti di Sicilia. Sempre intorno a quegli anni, non ancora adolescente, arriva anche la sua prima esibizione dal vivo, in quel di Giarre, in piazza, davanti a migliaia di persone.

Intanto scopre altri protagonisti della black music e forgia il suo stile ad immagine e somiglianza dei grandi cantanti neri d'oltreoceano, imparando l'inglese e cominciando a farne la sua vera e propria lingua d'arte. Nel 1988 poi, si può dire che avviene per il giovane Mario, allora appena diciassettenne, la vera e propria svolta creativa, quanto meno il momento che gli fa capire che è la musica e un certo tipo di musica la sua vera strada. Al "Tout Va" di Taormina infatti, locale importante della scena siciliana, fa da spalla ai big dell'epoca che passano per la città isolana, suonando insieme con il grande Ray Charles, il quale non manca di fargli i complimenti per il suo talento.

Trascorre allora qualche anno di apprendistato, ancora nella sua Sicilia, muovendosi tra il teatro e qualche esperienza televisiva, ma sempre sognando la musica per il suo futuro. Si perfeziona nella lingua inglese. Negli anni '90 decide di lasciare l'isola e di trasferirsi a Reggio Emilia. Qui prende subito contatti interessanti, si fa conoscere dai musicisti della città, mette su una prima band e si ribattezza Mario Bro, semplicemente.

Il trasferimento nella città di Parma allora, è quello della svolta, in un certo senso, se si considera che la città diventa ben presto la sua base operativa, scelta da lui come vero e proprio luogo di residenza. Nel frattempo, fa il turnista di professione, incidendo in sala di registrazione per chi lo richieda, spaziando dal jazz al soul ma, talvolta, ritornando alla sua lingua madre, che non abbandona mai del tutto artisticamente parlando.

Determinante, agli inizi del 2000, è l'incontro che Mario Biondi fa con Chicco Capiozzo, figlio di Giulio, leggendario batterista degli Area targati Demetrio Stratos. Con lui poi, c'è anche Michele "Mecco" Guidi, musicista affermato e apprezzato anche in molti lavori al seguito di Jimmy Owens ed Enrico Rava.

È il 2003 quando Mario Biondi incide insieme con i due sodali il prezioso album "Whysky a Go Go" che, per la sua gioia di appassionato di black music e di scene statunitensi, gli apre un fortunatissimo tour in America, il quale dura 25 giorni.

È un periodo interessante, che vede Mario farsi conoscere nell'ambiente musicale più importante di sempre, almeno per quanto riguarda il sound da lui prediletto. Il famoso telefilm "Sex and the City", decide allora di includere nella propria colonna sonora anche diversi brani di quel disco inciso da Biondi, Capiozzo e Guidi. Il cantante siciliano però, non si ferma alla puntatina negli States. Contemporaneamente infatti, collabora con importanti Dj in produzioni differenti dal jazz, che spaziano tra vari generi in voga a metà degli anni 2000 e anche questo porta i suoi frutti.

L'anno dopo il tour negli Usa infatti, nel 2004, arriva il progetto "Was-a-Bee" con la prima versione di "This is what you are". Il prodotto è pensato interamente per il mercato del Giappone, almeno inizialmente e stando alle intenzioni del suo collaboratore, Alessandro Magnanini. Tuttavia, il lavoro di Mario Biondi finisce tra le mani di Norman Jay, dj inglese di Radio BBC1, molto importante a livello europeo e che, senza pensarci due volte, lo inserisce nella sua personale playlist, per poi inciderlo nella compilation "Good Times 5". Oltre al brano di Mario Biondi, ci sono quelli di Otis Redding, Marvin Gaye e James Brown, ma la canzone del musicista siciliano risulta essere subito la più amata, tanto da finire in testa alle classifiche di ascolto dell'importante network inglese.

Le radio europee mandano la sua musica in continuazione e la voce di Mario Biondi fa il giro del vecchio continente, fino a guadagnarsi il riconoscimento del Consolato britannico alla Cerimonia di premiazione dell'associazione UK-Italy Business.

Nel 2006 allora, i tempi sono maturi per il suo primo, vero lavoro discografico, firmato con il suo nome e cognome (d'arte, ovviamente). Il cantante chiede l'aiuto dell'ensemble jazzistico migliore d'Italia, di sicuro il più conosciuto ed affiatato, oltre che vario per sonorità e prodotti live. Con gli High Five Quintet di Fabrizio Bosso e Daniele Scannapieco, i due fiati d'eccezione del quintetto, Mario Biondi incide il disco "Handful of Soul". È il successo, per lui, anche e finalmente in Italia: dopo soli tre mesi infatti, arriva il primo dei due disco di platino che si aggiudica, con merito, grazie alla sua voce e al mirabile prodotto.

La casa "Live Tour" allora, gli cuce su misura una lunghissima tournée in giro per l'Italia. Il cantante suona nei teatri più suggestivi, dal Romano di Verona al Teatro Antico di Taormina, in tutta la penisola insomma, oltre che nei migliori club di sempre e alle più importanti rassegne Jazz italiane ed internazionali.

Iniziano le collaborazioni di spessore: l'anno dopo, nel 2007, è a Sanremo, come ospite, dove duetta con Amalia Grè. Nello stesso anno poi, qualche mese dopo, si aggiudica il premio "The Voice Venice Music Awards", il premio "Mia Martini" e, infine, il riconoscimento "Musica & Dischi", il quale va all'album più venduto dell'anno. È sempre il 2007 quando al "Roma Film Fest", in anteprima internazionale, viene presentato il documentario sulla vita di Sophia Loren, forte di una canzone incisa apposta per l'evento e per il lavoro cinematografico da parte del cantante siciliano.

Il suo disco intanto, si aggira, come vendite, oltre le 160.000 copie: sono due i dischi d'oro e due quelli di platino. La chiusura del lungo e spettacolare tour che lo vede protagonista, segna anche l'inizio di un lavoro discografico, il quale esce nel novembre del 2007, il 30 per la precisione e che, com'è auspicabile, altro non è che la registrazione dal vivo del concerto finale di Milano, al "Teatro Smeraldo". Il doppio album in questione si intitola "Mario Biondi and Duke Orchestra, I Love you More - Live". Con lui, ci sono 25 elementi, diretti dal Maestro Peppe Vessicchio, e, naturalmente, i suoi "High Five Quintet".

L'anno dopo, la produzione Walt Disney vuole la sua voce in due brani del film di animazione "Gli Aristogatti". Continua a suonare nei migliori teatri d'Italia e si moltiplicano le sue apparizioni televisive e non solo, come quella nel programma della Gialappa's band "Mai dire Martedì".

Il 2009 poi, si rivela per lui un altro anno importante. Canta nell'ultimo disco di Claudio Baglioni, dal titolo "Q.P.G.A.", interpretando il brano "Juke-box". Stessa cosa fa per Renato Zero, cantando con lui nel brano "Non smetterei più", del disco "Presente". Inoltre, a febbraio sempre del 2009, torna ancora una volta come ospite sul palco del Teatro Ariston di Sanremo, dove questa volta duetta con la giovane Karima Ammar, nel brano "Come in ogni ora".

Il 9 maggio invece, partecipa alla sesta puntata del talent show di RaiUno "Ti lascio una canzone". A novembre, esce il nuovo lavoro discografico "If", anticipato dal singolo "Be Lonely". Il 6 febbraio del 2010 torna a farsi vedere in tv, questa volta passando per la prima edizione del talent show di Canale 5, "Io canto". Trascorrono alcuni mesi e Mario Biondi si esibisce al "Wind Music Awards", dove canta un altro celeberrimo brano della tradizione black: "No More Trouble". Con lui, in questa nuova versione, ci sono gli Incognito, altra storica band del funky internazionale, famosa negli anni '70 e '80.

Nel dicembre del 2010, la Disney lo rivuole per "Rapunzel - L'intreccio della torre". Il passaggio al cinema, come colonna sonora, fa da vetrina anche per il suo quarto disco, dal titolo "Yes You".
Nel 2011 duetta con la cantante Anna Tatangelo nel brano "L'aria che respiro", partecipando al suo disco anche con un'altra canzone.

ultimo aggiornamento: 25/02/2012

 

Oggi, lunedì 28 gennaio 2013 • S. Tommaso d'Aquino, S. Valerio, S. Nello

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