giovedì 3 gennaio 2013

Biografia di oggi: Isaac Newton

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Isaac Newton

Pianeti come mele

Isaac Newton
Fisico e matematico tra i più grandi di ogni tempo, Isaac Newton ha dimostrato la natura composita della luce bianca, ha codificato le leggi della dinamica, ha scoperto la legge della gravitazione universale, ponendo le basi della meccanica celeste ed ha creato il calcolo differenziale ed integrale. Nato orfano di padre il 4 gennaio 1643 (ma qualcuno dice il 25 dicembre 1642) in Woolsthorpe, nel Lincolnshire, sua madre si risposa con il rettore di una parrocchia, lasciando poi il figlio sotto le cure della nonna.

E' solo un bambino quando il suo paese diviene teatro di una battaglia legata alla guerra civile, nella quale dissensi religiosi e ribellione politica dividono la popolazione inglese.

Dopo un'educazione rudimentale nella scuola locale, viene spedito all'età di dodici anni alla King's School di Grantham, dove trova alloggio nella casa di un farmacista di nome Clark. Ed è proprio grazie alla figliastra di Clark se il futuro biografo di Newton, William Stukeley, potrà ricostruire molti anni dopo alcune caratteristiche del giovane Isaac, come il suo interesse per il laboratorio di chimica del padre di lei, le sue corse dietro ai topi nel mulino a vento, i giochi con la "lanterna mobile", la meridiana e le invenzioni meccaniche che Isaac costruiva per divertire la graziosa amica. Malgrado poi la figliastra di Clark sposi successivamente un'altra persona (mentre lui rimane celibe a vita), fu comunque una delle persone per cui Isaac proverà sempre una sorta di romantico attaccamento.

Alla sua nascita, Newton è l'erede legittimo di una modesta eredità legata alla fattoria che avrebbe dovuto cominciare ad amministrare una volta divenuto maggiorenne. Sfortunatamente, durante il periodo di prova alla King's School, diviene chiaro che l'agricoltura e la pastorizia non sono proprio il suo mestiere. Così, nel 1661, all'età di 19 anni, entra al Trinity College di Cambridge.

Dopo aver ricevuto la laurea di baccellierato nel 1665, apparentemente senza particolare distinzione, Newton si ferma ancora a Cambridge per fare un master ma un'epidemia provoca la chiusura dell'università. Torna allora a Woolsthorpe per 18 mesi (dal 1666 al 1667), durante i quali non solo effettua degli esperimenti fondamentali e getta le basi teoriche di tutti i seguenti lavori sulla gravitazione e sull'ottica ma sviluppa anche il suo personale sistema di calcolo.

La storia che l'idea della gravitazione universale gli sia stata suggerita dalla caduta di una mela sembrerebbe fra l'altro autentica. Stukeley, ad esempio, riporta di averla ascoltata da Newton stesso.

Tornando a Cambridge nel 1667, Newton completa velocemente la sua tesi di master e prosegue intensamente l'elaborazione di un lavoro iniziato a Woolsthorpe. Il suo professore di matematica, Isaac Barrow, è il primo a riconoscere l'inusuale abilità di Newton in materia e, quando nel 1669, abbandona il suo incarico per dedicarsi alla teologia, raccomanda il suo pupillo come successore. Newton diventa così professore di matematica all'età di 27 anni, rimanendo al Trinity College per altri 27 con quel ruolo.

Grazie alla sua prodigiosa ed eclettica mente ha modo di fare anche esperienza politica, precisamente come deputato al Parlamento di Londra, tanto che nel 1695 ottiene la carica di ispettore della Zecca di Londra. L'opera più importante di questo matematico e scienziato sono i "Philosophiae naturalis principia mathematica", autentico immortale capolavoro, nel quale espone i risultati delle sue indagini meccaniche e astronomiche, oltre a gettare le basi del calcolo infinitesimale, ancora oggi di importanza indiscussa. Tra gli altri lavori si annovera "Optik", studio in cui sostiene la famosa teoria corpuscolare della luce e "Arithmetica universalis e Methodus fluxionum et serierum infinitarum" pubblicato postumo nel 1736.

Newton muore il 31 marzo 1727 seguito da grandissimi onori. Sepolto nell'abbazia di Westminster, sulla sua tomba vengono incise queste altisonanti e commoventi le parole: "Sibi gratulentur mortales tale tantumque exstitisse humani generis decus" (si rallegrino i mortali perché è esistito un tale e così grande onore del genere umano).

ultimo aggiornamento: 02/01/2003


 

Oggi, venerdì 4 gennaio 2013 • S. Fausta, S. Libenzio, Ss. Ermete e Aggeo, S. Ilde

Si ricordano inoltre

Ferdinando I delle Due Sicilie Ferdinando I delle Due Sicilie
Monarca italiano
12/01/1751 - 04/01/1825
Achille Campanile Achille Campanile
Scrittore italiano
28/09/1899 - 04/01/1977
Albert Camus Albert Camus
Scrittore algerino, premio Nobel
07/11/1913 - 04/01/1960
Carlo Levi Carlo Levi
Scrittore italiano
29/11/1902 - 04/01/1975
Dominique Ingres Dominique Ingres
Pittore francese
29/08/1780 - 04/01/1867
Erwin Schrödinger Erwin Schrödinger
Matematico e fisico austriaco, premio Nobel
12/08/1887 - 04/01/1961
Gianni Vattimo Gianni Vattimo
Filosofo italiano
04/01/1936
Giovanni Battista Pergolesi Giovanni Battista Pergolesi
Compositore italiano
04/01/1710 - 16/03/1736
Henri Bergson Henri Bergson
Filosofo francese, premio Nobel
18/10/1859 - 04/01/1941
Irving Layton Irving Layton
Poeta canadese
12/03/1912 - 04/01/2006
Louis Braille Louis Braille
Inventore francese, padre dell'alfabeto tattile
04/01/1809 - 06/01/1852
Massimo Luca Massimo Luca
Chitarrista, autore e produttore artistico italiano
04/01/1950
Michael Stipe Michael Stipe
Cantante statunitense, R.E.M.
04/01/1960
Thomas Stearns Eliot Thomas Stearns Eliot
Poeta e saggista statunitense, premio Nobel
26/09/1888 - 04/01/1965

mercoledì 2 gennaio 2013

Biografia di oggi: Pietro Metastasio

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Pietro Metastasio

Il riformatore del melodramma italiano

Pietro Metastasio
Pietro Antonio Domenico Bonaventura Trapassi, dal 1715 noto come Pietro Metastasio, traduzione greca del suo cognome, nasce a Roma il 3 gennaio del 1698. Sacerdote, poeta, librettista, drammaturgo, secondo i canoni della musica colta è considerato il grande riformatore del cosiddetto melodramma italiano. Primogenito della famiglia Trapassi, suo padre si chiama Felice e quando il piccolo Pietro Antonio vede la luce è ormai un ex sottufficiale del reggimento dei Corsi di papa Alessandro VIII, al secolo Pietro Vito Ottoboni. La madre, Francesca Galastri, bada alle faccende domestiche, ed è originaria di Firenze, sebbene alcune biografie e cronache dell'epoca ne annotino la discendenza geografica in quel di Bologna. La famiglia abita in vicolo dei Cappellari.

Secondo il registro della Chiesa parrocchiale di San Lorenzo in Damaso, il futuro Metastasio riceve il battesimo dal nipote del papa Ottoboni, tale cardinale Pietro Ottoboni, a Palazzo Riario. Stando alle cronache, appena un anno dopo la nascita del drammaturgo, arriva anche un fratellino, Leopoldo, venuto alla luce nel novembre del 1699. Il 13 Giugno del 1702, quando Pietro ha poco più che quattro anni, la madre Francesca muore improvvisamente all'età di soli 24 anni.

Prima di congiungersi con la sua nuova moglie, Angela Lucarelli, e di avere da lei due figlie, il padre del Metastasio abita da vedovo con i due figli ancora per qualche anno in via dei Cappellari, luogo nel quale porta avanti anche una piccola attività di commercio di olio e farina.

Tuttavia, dall'anno della nascita della primogenita della nuova famiglia del padre, il 1708, il giovane Pietro viene affidato in consegna al noto letterato e giurista Gian Vincenzo Gravina. Stando ai racconti, il futuro fondatore dell'accademia dell'Arcadia sarebbe rimasto colpito dal giovane Trapassi durante una delle sue improvvisazioni in versi per strada, nelle quali non di rado si lasciava andare, facendo scegliere un tema alla folla e prendendo a rimare "a braccio". Il talento poetico e la grazia del ragazzo attraggono a tal punto il Gravina da farsi affidare dal padre il giovane Pietro, onde avviarlo agli studi giuridici e letterari.

Da questo momento in poi comincia l'ascesa del giovanissimo Trapassi il quale subito, per volere del suo protettore, vede "ellenizzato" il proprio cognome in Metastasio, secondo la moda letteraria e barocca del tempo. Studia il latino e il diritto, ma soprattutto viene portato in giro dai membri dell'Arcadia alla stregua di un bambino prodigio, in competizione con i più celebri improvvisatori d'Italia. Le gare però, minano la salute del ragazzo. Il Gravina se ne rende conto e decide di affidarlo alle cure di un suo parente di Scalea, in Calabria, il filosofo Gregorio Caloprese. L'aria di mare ristora il futuro drammaturgo e librettista, la sua salute migliora e comincia a darsi da fare nelle attività letterarie.

All'età di soli dodici anni traduce l'Iliade di Omero in ottave. A quattordici compone una tragedia in stile senechiano, ispirandosi ad un soggetto di Gian Giorgio Trissino. Il lavoro si intitola "Giustino", e il Gravina glielo pubblica nel 1713.

L'anno dopo, muore il filosofo Caloprese. Quattro anni dopo, il 6 gennaio del 1718, tocca anche al Gravina, il quale lascia in eredità a Pietro Metastasio una fortuna di ben 18.000 scudi. Quello stesso anno, durante un incontro commemorativo presso l'Arcadia, il figlioccio recita un celebre elogio del proprio mentore.

Sono anni difficili a Roma per il protetto del noto critico defunto. Gli accademici dell'Arcadia, ma anche altri letterati, temono il talento del giovane che, sin dalla sua prima opera, ha strabiliato per bravura e potenzialità. Il "Giustino" infatti contiene anche un corpus poetico di tutto rispetto, considerando soprattutto la sua giovane età. La reazione dei "colleghi" nei suoi riguardi è fredda, quando non proprio ostile.

Presi i voti minori di abate, senza cui sarebbe stato difficile affermarsi a livello nazionale nelle arti e negli studi giuridici, il Metastasio comincia a lavorare per un avvocato di Napoli, allontanandosi dalla capitale. Nel frattempo nel 1721 compone un epitalamio, con tutta probabilità la sua prima serenata musicale, la quale si intitola "Endimione". L'anno dopo, al compleanno dell'imperatrice Elisabetta Cristina di Braunschweig-Wolfenbüttel, il giovane librettista e compositore viene incaricato di scrivere una serenata, a patto di restare anonimo. È la volta de "Gli orti esperidi", musicato da Nicola Porpora e cantato dal castrato Farinelli, il quale da questo momento si lega a lui in una duratura amicizia, anche grazie al successo ottenuto. Nel ruolo di primadonna c'è la cosiddetta "Romanina", Marianna Bulgarelli, la quale in breve tempo scopre l'autore della splendida opera e lo convince a dedicarsi agli studi musicali.

Pietro Metastasio intuisce la propria vocazione e comincia a frequentare la casa della Romanina, conoscendo i più grandi compositori del tempo, tra i quali Porpora, da cui studia musica, Johann Adolf Hasse, Giovan Battista Pergolesi, Alessandro Scarlatti, Leonardo Vinci, Leonardo Leo, Francesco Durante e Benedetto Marcello. Da questo momento in poi, questi musicisti cominciano a mettere in musica le opere del poeta romano.

Vivendo presso la casa della Romanina, insieme con la sua famiglia, Pietro Metastasio ne subisce tanto il fascino che l'influenza poetica. Presso la dimora scrive le sue opere più celebri, come La "Didone abbandonata", la quale vede la luce nel 1724, dandogli una improvvisa fama. Seguono anche "Catone in Utica", nel 1727, "Ezio", nel 1728, e molte altre.

Nel settembre del 1729 il poeta romano decide di lasciare la casa della cantante, ormai lontana dalle scene anche a causa della sua età. Accetta l'offerta per il posto di poeta di corte al teatro di Vienna, succedendo ad Apostolo Zeno. L'anno dopo l'artista è a Vienna, dove deve dividere la casa con Niccolò Martines, maestro di cerimonie del Nunzio apostolico a Vienna.

Nel decennio che va dal 1730 al 1740 il Metastasio dà fondo a tutta la sua arte, la quale trova espressione per il Teatro Imperiale di Vienna. È il suo periodo aureo. Scrive "Demetrio" nel 1731 e "Adriano in Siria" nel 1732, due opere importantissime, ma anche "Issipile", "Demofonte", "Olimpiade", oltre ad opere composte in tempi record, come "l'Achille in Sciro" (nel 1736) in soli diciotto giorni, e "l'Ipermestra", in nove. Ma non solo. Torna ai testi sacri e già nel 1730 compone "La Passione di Nostro Signore Gesù Cristo", un successo senza precedenti nel XVIII secolo.

Anche per ovviare al fatto che non fosse di nascita nobile, Pietro Metastasio comincia a frequentare intimamente la contessa Althann. Intanto la Romanina lo rivuole dalle sue parti e, come viene scritto in alcune cronache dell'epoca, per convincerlo si mette in viaggio per Vienna. Durante il tragitto muore e lascia tutta la propria eredità al suo protetto il quale però, preso dai rimorsi per aver tentato di dissuadere in ogni modo la donna a seguirlo, rinuncia al copioso lascito.

Dal 1745 in poi Metastasio scrive poco, anche a causa della sua salute, sempre più precaria. Da segnalare, soprattutto, la celebre canzonetta "Ecco quel fiero istante", molto amata all'epoca. Inoltre, le idee illuministiche si confanno poco alla sua poetica, la quale non vuole saperne di perdere il proprio afflato classicista.

Nel 1755 muore la contessa Althann e Metastasio si ritira sempre di più nella sua dimora, ormai invecchiato e privo di idee artistiche. Si dedica alla futura regina di Francia, la giovanissima arciduchessa Maria Antonietta, impartendole insegnamenti poetici e musicali.

Il 3 settembre del 1768 viene nominato accademico della Crusca. Il 12 aprile del 1782, muore a Vienna, lasciando una fortuna di 130.000 fiorini ai figli dell'amico Niccolò Martines.

ultimo aggiornamento: 29/06/2011


 

Oggi, giovedì 3 gennaio 2013 • S. Genoveffa, Ss. nome di Gesù

Si ricordano inoltre

Alessandro Petacchi Alessandro Petacchi
Atleta italiano, ciclismo
03/01/1974
Edgar Cayce Edgar Cayce
Guaritore statunitense
18/03/1877 - 03/01/1945
Gianfranco Fini Gianfranco Fini
Politico italiano
03/01/1952
Gino Cervi Gino Cervi
Attore italiano
03/05/1901 - 03/01/1974
J.R.R. Tolkien J.R.R. Tolkien
Scrittore inglese
03/01/1892 - 02/09/1973
Jack Ruby Jack Ruby
Criminale statunitense
25/03/1911 - 03/01/1967
Mel Gibson Mel Gibson
Attore e regista statunitense naturalizzato australiano
03/01/1956
Michael Schumacher Michael Schumacher
Pilota F1 tedesco
03/01/1969
Sergio Leone Sergio Leone
Regista italiano
03/01/1929 - 30/04/1989

martedì 1 gennaio 2013

Politica è responsabilità

www.politicaresponsabile.it

02.01.2013

Primarie

Anzitutto un augurio di buon 2013 a tutti i nostri lettori e commentatori!

Il primo direttore dell'anno di Politica Responsabile è Andrea Pradi, referente provinciale di Prossima Italia. Il Tema in discussione è quello delle Primarie. "L'ondata di elezioni primarie del centrosinistra che si sono svolte in questo autunno/inverno 2012 ha costituito il vero e unico momento importante nel panorama politico italiano", scrive Andrea Pradi. "Non solo e non tanto perché ha reso trasparente e aperto un processo selettivo dei candidati alle cariche rappresentative che una legge elettorale orribile ha sottratto al controllo dei cittadini, ma perché attraverso le primarie si è ripreso quel dialogo tra piazza e palazzo che è del tutto mancato in questa stagione politica, segnata da una evidente sfiducia dei cittadini nei confronti del sistema politico in generale e del sistema dei partiti nello specifico."

Continuate a leggere e venite a discuterne, come sempre, su Politica Responsabile.

Biografia di oggi: Teresa di Lisieux

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Teresa di Lisieux

Santa delle rose e del bambin Gesù

Teresa di Lisieux
Thérèse Françoise Marie Martin, conosciuta in Italia come Santa Teresa di Lisieux, nasce il giorno 2 gennaio 1873 ad Alençon, nella Bassa Normandia (Francia).

Morta giovanissima di tubercolosi, ad appena ventiquattro anni, il giorno 30 settembre 1897 a Lisieux, durante gli ultimi giorni della sua vita ha voluto rassicurare le sue consorelle che il suo ingresso in cielo non le avrebbe impedito di continuare a lavorare per la salvezza delle anime.

Monaca carmelitana presso il monastero di Lisieux, è venerata come santa dalla Chiesa cattolica; nella devozione popolare è nota anche come santa Teresina, diminutivo usato per distinguerla dall'altra santa carmelitana e Dottore della Chiesa, Teresa d'Avila. Il 19 ottobre 1997 fu dichiarata Dottore della Chiesa, la terza donna a ricevere tale titolo dopo Caterina da Siena e appunto Teresa d'Avila.

Santa Teresa del Bambin Gesù del Santo Volto è il nome da lei assunto al momento della professione dei voti. La sua festa liturgica ricorre il giorno 1 ottobre.
Dal 1927 è patrona dei missionari; dal 1944 assieme a Giovanna d'Arco, Santa Teresa di Lisieux è considerata anche patrona di Francia. Divenne in breve tempo una della Sante più popolari e più amate del suo tempo.

I suoi genitori avevano espresso inizialmente il desiderio di intraprendere la vita religiosa, ma in seguito si sposarono ed ebbero nove figli, dei quali solo cinque sono sopravvissuti fino all'età adulta. La madre morì quando Teresa aveva solo quattro anni. La sorella maggiore, Pauline, è diventata una seconda madre per Teresa.

Pauline entrò nel convento delle Suore Carmelitane all'età di sedici anni. Altre due altre sorelle diventarono religiose come Pauline, la quale assunse il nome di Madre Agnese di Gesù. La conversione di Teresa avviene il Natale del 1886. Da questa conversione scaturì in lei il bisogno di una ricerca e di una conoscenza approfondità di Dio, che Teresa definì "Scienza d'amore". Questa ricerca sfociò poi nel desiderio di diventare suora carmelitana, seguendo le orme delle sorelle.

Teresa entrò quindi in convento nel 1887, all'età di quindici anni. Il percorso non fu facile: dovette superare l'opposizione della famiglia e quella del parroco di Saint-Jacques, il reverendo Delatroètte, che le consigliò di rivolgersi al vescovo. Teresa, determinata a intraprendere la vita religiosa, si recò assieme al padre e alla sorella a Roma, per chiedere il permesso direttamente al Papa.

A Roma, all'udienza con Leone XIII, nonostante il divieto di parlare in presenza del Papa imposto dal vescovo di Bayeux, Teresa si inginocchiò davanti al Pontefice, chiedendogli di intervenire in suo favore presso le autorità ecclesiastiche competenti, sebbene non avesse ancora raggiunto l'età minima per l'ammissione in convento. Il Papa non acconsentì tuttavia le rispose che, se la sua entrata in monastero era scritta nella volontà di Dio, quest'ordine l'avrebbe dato il Signore stesso.

Santa Teresa di Lisieux è stata canonizzata nel 1925 da Papa Pio XI, e nel 1997 è stata proclamata Dottore della Chiesa da Papa Giovanni Paolo II.

Gonxha Bojaxhiu, conosciuta in tutto il mondo per le sue opere di bene, assunse il nome di Madre Teresa (di Calcutta), in onore a Teresa di Lisieux (si veda http://aforismi.meglio.it/aforisma.htm?id=5ced).

ultimo aggiornamento: 01/01/2011


 

Oggi, mercoledì 2 gennaio 2013 • Ss. Basilio e Gregorio, S. Gaspare

Si ricordano inoltre

Antonio Stoppani Antonio Stoppani
Geologo, paleontologo e patriota italiano
15/08/1824 - 02/01/1891
Danilo Di Luca Danilo Di Luca
Atleta italiano, ciclismo
02/01/1976
Fausto Coppi Fausto Coppi
Atleta italiano, ciclismo
15/09/1919 - 02/01/1960
Giovanni Paneroni Giovanni Paneroni
Contestatore scientifico
23/01/1871 - 02/01/1950
Giuseppe Pisanu Giuseppe Pisanu
Politico italiano
02/01/1937
Isaac Asimov Isaac Asimov
Scrittore e scienziato statunitense
02/01/1920 - 06/04/1992
Jacopo da Pontormo Jacopo da Pontormo
Pittore e artista italiano
24/05/1494 - 02/01/1557
Paolo Hendel Paolo Hendel
Comico italiano
02/01/1952
Renato Rascel Renato Rascel
Comico italiano
27/04/1912 - 02/01/1991
Tia Carrere Tia Carrere
Attrice statunitense
02/01/1967
Ugo Bernasconi Ugo Bernasconi
Pittore e scrittore italiano
00/00/1874 - 02/01/1960